Dal vento che investe edifici e infrastrutture ai fenomeni estremi come tornado, trombe marine e downburst, passando per l’intelligenza artificiale e i modelli predittivi. Saranno questi alcuni dei temi al centro di InVento 2026, la conferenza internazionale dell’ANIV, Associazione nazionale per l’ingegneria del vento, in programma da lunedì 14 a mercoledì 16 settembre al Politecnico di Bari.
L’appuntamento riunirà circa 150 tra docenti universitari, ricercatori, progettisti e rappresentanti di imprese italiane e internazionali per discutere di nuove soluzioni per rendere più sicuri edifici, ponti, viadotti, porti, impianti industriali e infrastrutture energetiche esposti all’azione del vento.
A rendere particolarmente significativo il confronto è anche il quadro degli eventi meteorologici estremi registrati sul territorio. Secondo i dati diffusi nel 2026 dall’Osservatorio Città Clima, dal 2010 la Puglia ha registrato 136 eventi estremi nei Comuni costieri, risultando la seconda regione italiana più colpita. Bari, con 44 episodi, è invece la seconda città costiera italiana per numero di eventi censiti.
«Sono dati che mostrano quanto sia urgente passare dalla gestione dell’emergenza alla prevenzione e all’adattamento», sottolinea Fabio Rizzo, Conference Chair e organizzatore di InVento 2026, docente di Tecnica delle costruzioni al Politecnico di Bari ed esperto di dinamica strutturale e ingegneria del vento.






