“Fuori le chat, Sigfrido”. È l’appello che Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia e membro della Commissione di Vigilanza Rai, rivolge all’ex conduttore di Report. Secondo Gasparri, infatti, ci sarebbe una contraddizione tra la trasparenza spesso rivendicata da Ranucci nei confronti degli altri e la riservatezza invocata quando a finire sotto i riflettori è lui stesso. Il senatore azzurro ricorda come nel corso degli anni Report abbia fatto largo uso di atti giudiziari, e-mail e materiali riservati, mentre oggi Ranucci lamenterebbe la diffusione di contenuti che lo riguardano personalmente. Da qui la richiesta di chiarire direttamente una serie di vicende che, secondo Gasparri, restano ancora senza risposta.Tra queste cita alcune interviste apparse sulla stampa dello Zimbabwe sul tema dei Carbon Credit, i rapporti con Valter Lavitola e i consigli che, sostiene Gasparri, Ranucci gli avrebbe fornito sia su questioni legate ai crediti di carbonio sia in relazione all’acquisto delle mura del ristorante “Cefalù”. Il senatore fa inoltre riferimento a telefonate effettuate da persone vicine al giornalista e a conversazioni che avrebbero riguardato ricorsi e strategie legali. Gasparri torna poi sul rapporto tra Ranucci e Lavitola, sostenendo che l’ex conduttore avrebbe cercato più volte di suggerirgli possibili alibi, pur non avendo presentato denuncia nei suoi confronti dopo le dichiarazioni nelle quali Lavitola avrebbe rivendicato un ruolo nell’attentato contro l’abitazione del giornalista. Al centro dell’attacco ci sono infine le chat su Signal che, secondo il senatore, sarebbero scomparse. “Ci sono troppe cose che Ranucci potrebbe spiegare pubblicamente”, sostiene Gasparri, che arriva a proporre uno spazio televisivo interamente dedicato alla sua versione dei fatti. “Sarebbe la più bella inchiesta: Ranucci racconta Ranucci. Sigfrido, tira fuori le chat”.