Pubblicato il: 11/09/2026 – 15:24
di Fabio Benincasa
RENDE Clemente Mastella torna a giocare la sua partita al centro e questa volta sceglie Rende e la Calabria per proseguire nel suo personalissimo tour in tutta Italia. Il leader di Noi di Centro chiama a raccolta sindaci e vecchi amici coinvolgendoli in un campo politico dove lo spazio per i centristi è stretto ma, evidentemente, ancora contendibile. Più che una semplice visita, la tappa di Rende segna l’inizio di un percorso che Mastella intende proseguire con la bussola orientata verso il centro trasformando la presenza sul territorio in consensi. In molti sono convinti del fatto che senza centro non si vinca, ma in Italia dar vita ad un’area moderata equidistante dagli estremi pare compito assai arduo. «Si fa, ma si fa male, però rimane l’assioma che senza il centro non si vince, da una parte e dall’altra, sia pensando agli equilibri politici e sia al dato aritmetico: dobbiamo andare al di là di questi termini valoriali, recuperare alcuni elementi che sono fondamentali mitigando asprezze e litigi».
Il centrosinistra “sbiadito” e l’avanzata di Vannacci
Mastella definisce i contorni del perimetro entro il quale Noi di Centro intende condividere valori e progetti politici ed affonda il colpo quando tratteggia il profilo del campo largo. «Un centrosinistra sbiadito, francamente non mi piace, non mi convince, peraltro vedo che questo “centro largo” o “campo largo” è animato da quattro personaggi ma in realtà sono tre i partiti, quindi anche questa cosa è un po’ singolare». Se Sparta piange, Atene non ride. Nel centrodestra, il confronto è serrato, le alleanze traballano, il futuro è decisamente più nebuloso rispetto a qualche mese fa. E poi c’è Vannacci. «A differenza della Francia e della Germania, la destra in Italia è contesa da Vannacci, dalla Lega in caduta libera e dalla stessa Fratelli d’Italia. Futuro Nazionale non arriverà mai al di là del 10%, però è una cifra notevole, i risultati si vedranno già nelle elezioni suppletive di Reggio Calabria».







