L’11 e 12 settembre ad Avellino due giornate dedicate a rischi, opportunità e nuove frontiere dell’IA
Roma, 11 set. – L’intelligenza artificiale è una nuova questione meridionale? Il gap di competenze tecnologiche tra Nord e Sud, con l’accelerazione dell’IA, rischia di aggravare una situazione storicamente complessa o può rappresentare una importante exit strategy?
Se ne parlerà oggi e domani alla quinta Summer School promossa dal Centro di ricerca “Guido Dorso” e rivolta ai giovani tra i 18 e i 30 anni quest’anno intitolata “L’intelligenza artificiale tra presente e futuro: opportunità e rischi”. L’iniziativa, in programma presso la Casina del Principe di Avellino, è dedicata quest’anno all’intelligenza artificiale e alle trasformazioni che questa tecnologia sta imponendo a società, economia, istituzioni e mondo del lavoro.
Per un istituto che dalla sua fondazione studia la questione meridionale, la scelta del tema non è neutra. La rivoluzione dell’intelligenza artificiale rischia infatti di ampliare i divari territoriali, ma può anche diventare una leva di riscatto.
Lo scorso anno la quota di cittadini con competenze digitali di base si fermava al 42,7% in Campania e al 40,2% in Calabria, contro il 54,3% nazionale. I numeri fotografano il punto di partenza. Colmare questo ritardo, investendo su formazione avanzata, ecosistemi locali dell’innovazione e nuove specializzazioni, dall’agricoltura di precisione al turismo digitale, è la condizione perché il Mezzogiorno non subisca la trasformazione, ma sappia trattenere i propri talenti e attrarne di nuovi.






