La visita della vicepresidente Hsiao Bi-khim a Ventotene è stata tenuta riservata fino al suo arrivo per il timore di possibili interferenze di Pechino. Pochi mesi dopo il viaggio segreto del presidente Lai Ching-te in Eswatini, Taipei torna a usare la discrezione per proteggere lo spazio internazionale dei propri vertici

L’arrivo in Italia della vicepresidente taiwanese, Hsiao Bi-khim, è rimasto segreto fino all’ultima. Una precauzione dettata dal rischio che il governo cinese potesse interferire con la sua partecipazione alla Second Ventotene European Conference for Freedom and Democracy, in programma sull’isola italiana dal 10 al 12 settembre. Hsiao, non amata dal governo cinese anche per le sue relazioni con gli Stati Uniti, sarà protagonista oggi, 11 settembre (data simbolica, per altro) di un panel: con lei, questa sera alla 19, la vicepresidente del Parlamento Europeo, Pina Picierno, Gianni Vernetti, saggista e già sottosegretario agli Affari Esteri, e il giornalista esperto di Asia Antonio Talia.

Hsiao è arrivata accompagnata dal ministro degli Esteri Lin Chia-lung. La conferma di Taipei è arrivata soltanto in queste ore, dopo che Picierno, principale promotrice dell’iniziativa che si tiene nell’isola laziale (simbolo dell’europeismo perché nel 1941, durante il confino fascista sull’isola, gli oppositori politici Altiero Spinelli, Ernesto Rossi e Eugenio Colorni scrissero il Manifesto di Ventotene) aveva annunciato pubblicamente la presenza della vicepresidente. Il ministero degli Esteri taiwanese non ha comunicato quando Hsiao abbia lasciato Taiwan né quando sia previsto il suo ritorno, ma è possibile che ci siano altre tappe in Europa – sempre riservate fino all’ultimo minuto.