Aurora Quattrocchi sarà l’ospite d’onore della prima serata di gala della decima edizione dell’i-Fest International Film Festival, l’11 settembre al Castello Aragonese di Castrovillari. Dagli esordi con Franco Scaldati al cinema di Risi, Crialese, Tornatore e Martone, una carriera costruita sulla naturalezza.

CASTROVILLARI (COSENZA) – Una carriera lunga quasi mezzo secolo, costruita prima sul teatro e poi sul cinema, attraversando alcune delle pagine più significative della settima arte. Aurora Quattrocchi arriva all’i-Fest con un bagaglio di personaggi che hanno spesso il volto della quotidianità, delle radici, della famiglia, della memoria. Figure che sembrano appartenerci ancora prima di entrare in scena. D’altronde, il suo punto di forza è sempre stato la naturalezza: quella rara capacità di entrare in un ruolo senza sovraccaricarlo, di trovare la verità in un gesto, nella voce, in uno sguardo. Di rendere credibile una storia perché, prima ancora di interpretarla, sembra averla ascoltata, attraversata, probabilmente persino vissuta sulla propria pelle. Ed è questa autenticità, fatta di misura e profondità, a rendere i suoi personaggi così vicini alla realtà.

L’11 settembre, al Castello Aragonese di Castrovillari, sarà l’ospite d’onore della prima serata di gala della decima edizione dell’i-Fest International Film Festival, diretto artisticamente da Giuseppe Panebianco. Un riconoscimento che celebra un percorso iniziato nella Palermo teatrale degli anni Settanta, anche accanto a Franco Scaldati, e approdato al cinema nel 1989 con “Mery per sempre” di Marco Risi. Quattrocchi arriva sul set con una solida esperienza teatrale, ma la macchina da presa le impone un linguaggio diverso: non recitare. Perché davanti all’obiettivo la finzione funziona soltanto quando diventa verità.