La Svezia compie un nuovo passo verso il futuro della propria aviazione militare. Saab ha ricevuto dall’agenzia nazionale per gli approvvigionamenti della difesa, la FMV, un ordine del valore di 2,9 miliardi di corone svedesi per proseguire gli studi e lo sviluppo delle tecnologie destinate ai futuri velivoli da combattimento.

Il programma guarda al periodo successivo al 2040 e dovrà fornire gli elementi necessari per decidere quale strada intraprendere quando arriverà il momento di affiancare o sostituire l’attuale famiglia Gripen. Non significa quindi che l’erede del caccia svedese sia già stato definito: l’obiettivo è sperimentare differenti soluzioni e ridurre i rischi tecnologici prima delle decisioni definitive. A Linköping sono già impegnati nel progetto circa 650 ingegneri Saab.

Due dimostratori voleranno autonomamente

Il nuovo contratto copre il periodo compreso tra il 2026 e il 2028, con opzioni che potranno estendere le attività anche al 2029 e al 2030. Il lavoro non rimarrà confinato alle simulazioni digitali o agli studi teorici. Sono previsti dimostratori volanti e terrestri, insieme allo sviluppo di tecnologie destinate sia a sistemi con pilota sia a piattaforme senza equipaggio. Secondo FMV, dovranno essere completate due versioni di un dimostratore volante che saranno successivamente portate in volo in modalità autonoma.