Introduzione

L'attivista storica del partito Radicale e fondatrice di +Europa è morta a Roma all'età di 78 anni: il 7 settembre era stata ricoverata all'ospedale Santo Spirito, poi ieri era uscita dalla terapia intensiva ed era stata trasferita in una struttura privata. Figura tra le più importanti del radicalismo liberale d'età repubblicana e del femminismo italiano, ha legato la sua vita alla lotta per i diritti umani e civili. Fin dagli anni '70, come militante e poi leader radicale, ha sfidato lo status quo battendosi per l'autodeterminazione degli individui attraverso grandi battaglie civili: è stata in prima linea nella campagna per l'introduzione del divorzio e per la legalizzazione dell'aborto. Ma Bonino è stata anche protagonista della scena internazionale, della diplomazia umanitaria e della giustizia internazionale: nominata Commissaria europea per gli Aiuti Umanitari nel 1994, trasformò un ufficio fino ad allora burocratico in una macchina d'intervento rapido e flessibile. Gestì la complessa crisi dei Grandi Laghi in Africa dopo il genocidio in Ruanda, passando poi ad occuparsi dei conflitti fratricidi nei Balcani dove riuscì a imporre gli aiuti umanitari come priorità assoluta dell'agenda geopolitica comunitaria. In Italia è stata poi ministro del Commercio Internazionale e le Politiche europee nel governo Prodi II e ministro degli Esteri nell'esecutivo di Enrico Letta.