La Spagna continua ad arrestare per jihadismo soggetti migranti entrati a Ceuta con l’assalto dello scorso 31 luglio. L’ultimo è stato trovato nelle scorse ore e, a seguito dei controlli, è risultato già espulso dalla Spagna a seguito di una condanna definitiva per terrorismo islamico. Risultava arrestato nel 2015 nell’ambito di un’operazione condotta in Catalogna e a suo carico è ancora in vigore il divieto di ingresso nel territorio spagnolo disposto in seguito alla condanna definitiva. Il numero di soggetti già condannati per jihadismo in Europa che sono rientrati a Ceuta è particolarmente alto ed è uno dei motivi per i quali i residenti dell’exclave chiedono un intervento deciso del governo spagnolo per risolvere la situazione. Pedro Sanchez, però, ha dichiarato in un’intervista televisiva che “non stiamo parlando di invasori. Stiamo parlando di persone che cercano una vita migliore”. Difficile da credere considerando quanti sono stati gli arresti per jihadismo, quanti attacchi hanno subito le forze dell’ordine, comprese le trappole potenzialmente letali che vengono tese dai migranti agli agenti. Sono tanti quelli che in Spagna accusano il premier di minimizzare la situazione, di essere troppo schierato con i migranti mentre la città collassa, le persone non escono più per paura e in città sono aumentati a livello esponenziale i crimini. I ceuti sono arrivati al limite della sopportazione e l’exclave è una polveriera che sta esplodendo, anche perché finora non sono arrivate risposte chiare. Nelle spiagge si sono creati veri e propri insediamenti con centinaia di capanne e baracche e 40 di queste nella notte sono andate a fuoco: gli occupanti sono stati tutti evacuati. Sono in corso di accertamento le cause.El Mundo questa mattina ha rivelato l’esistenza di un documento datato 27 luglio, quindi giorni prima rispetto all’assalto, chiamato Sigintrep 01/2026, registrato dal Reggimento 32 di Guerra Elettronica dell’Esercito di Terra (REW 32), con sede a Siviglia. In questo documento sono indicate “due intercettazioni di interesse in lingua araba e francese” ad agenti della polizia di frontiera marocchina, secondo i quali era prevedibile “un possibile ingresso massivo a Ceuta”. Questo documento, scrive El Mundo, non è stato però trasmesso fino al 30, quando lo ha ricevuto il Capo dello Stato Maggiore della Difesa e quest’ultimo ha informato la ministra Margarita Robles. Il Rew, al punto 2 di quel documento, scrive: “Ci sono chiamate sui social media per entrare massivamente nei giorni di festa, soprattutto la notte e il giorno della festa del Trono (30 luglio)”. L’intercettazione fatta agli agenti marocchini, rivela che questi avevano informazioni dalle Far, “ordinano che nessuno abbandoni il proprio posto” e che “anche chi smonta dal servizio deve rimanere per essere disponibile in caso di necessità”, perché “l’ingresso può avvenire sia dalla barriera che dal mare”. Quindi tutti sapevano, a quanto pare, ma nessuno è intervenuto.
A Ceuta un altro arresto per jihadismo: fermato un marocchino già espulso per terrorismo
Intanto nella notte sono andate a fuoco 42 baracche abusive dei migranti, mentre per Sanchez non sono invasori ma “persone che cercano una vita migliore”










