Era un volto conosciuto soprattutto tra gli artigiani e le aziende del Triangolo della Sedia, dove per decenni aveva lavorato vendendo collanti e vernici. Giuliano Fedele, 91 anni, l’uomo ucciso ieri nella casa di riposo Villa Orchidea di Percoto, aveva trascorso gran parte della propria vita professionale muovendosi tra Manzano e i comuni vicini, entrando ogni giorno nelle aziende che allora rappresentavano il cuore dell’industria della sedia friulana.Il delitto, avvenuto nella struttura di Pavia di Udine dove l’anziano viveva da circa tre anni, ha profondamente colpito anche Manzano, paese dove la famiglia Fedele è conosciuta da tempo. Secondo quanto ricostruito finora, a colpire mortalmente il 91enne sarebbe stata la figlia Marzia, 61 anni, che poco dopo si è presentata alla caserma dei carabinieri di Manzano consegnando anche il coltello utilizzato.

Una vita trascorsa tra le aziende del distretto della sedia

Prima del trasferimento nella struttura per anziani, Giuliano Fedele aveva vissuto per molti anni nella frazione di Case di Manzano, dove la famiglia possiede un’abitazione con un ampio giardino.La sua era stata soprattutto una vita di lavoro. Per decenni Fedele aveva commerciato colle, vernici e prodotti utilizzati nella produzione delle sedie, quando il distretto manzanese contava centinaia di imprese e laboratori. Era lui stesso a raggiungere personalmente falegnamerie e aziende per presentare e vendere i prodotti.Un’attività che gli aveva permesso di essere conosciuto da numerosi imprenditori e artigiani della zona. Chi lo ricorda descrive un uomo molto legato al lavoro e abituato a stare quotidianamente a contatto con le imprese, in un territorio nel quale la produzione di sedie ha rappresentato per decenni una delle principali fonti di occupazione e ricchezza. Fedele aveva continuato a vivere nella propria abitazione fino a circa 88 anni. Successivamente si era trasferito a Villa Orchidea di Percoto insieme alla moglie, anche lei ospite della struttura.