Jacob Coxon, ricercatore che ha lavorato per tre anni sui processi di addestramento dei modelli prima in OpenAI e poi in Anthropic, ha lasciato il gruppo dei fratelli Amodei, accusando le due aziende di correre verso sistemi sempre più capaci senza adeguate garanzie di sicurezza.Il suo messaggio, pubblicato l’8 settembre, ha riportato nel dibattito pubblico una domanda scomoda: quanto sono credibili gli allarmi lanciati proprio da chi sviluppa l’intelligenza artificiale?Coxon sostiene che la competizione tra laboratori abbia creato una dinamica pericolosa. A suo giudizio, Anthropic e OpenAI temono che l’altra rallenti meno, e usano questo timore per giustificare l’accelerazione.Il risultato è una corsa nella quale tutti dichiarano di voler frenare, purché lo faccia prima il concorrente.La sua formula è volutamente estrema: “stanno giocando d’azzardo con le nostre vite”. Ma il punto utile non è decidere oggi se esista davvero una probabilità del 10% che l’IA distrugga l’umanità entro dieci anni.Quel numero è una stima personale, non un dato scientifico misurabile, e va trattato come tale.I resigned from Anthropic today. I spent the last three years doing pretraining research at both OpenAI and Anthropic. Neither company is acting responsibly. They are racing straight to self-improving superintelligence and gambling with our lives. More thoughts below.— Jacob Coxon (@hilbertspaess) September 9, 2026 Indice degli argomenti
La corsa all’IA e l’allarme di chi l’ha costruita: ecco dove sorge la dinamica pericolosa - Cyber Security 360
Jacob Coxon, ricercatore di Anthropic ed ex di OpenAI, ha lasciato il gruppo dei fratelli Amodei, accusando le due aziende di correre verso sistemi sempre più capaci, senza garanzie di sicurezza. Vediamo se sono credibili gli allarmi lanciati da chi sviluppa l’AI, ma nulla dimostra che i modelli attuali possano causare un’estinzione umana
Jacob Coxon (3 anni in OpenAI e Anthropic) lascia accusando accelerazione IA senza garanzie di sicurezza in corsa competitiva. Per manager il rischio è il gap tra velocità degli agent IA e controlli tecnici: sistemi con accesso a dati causano danno grave.










