Il recente inserimento dei tre autovelox presenti sul territorio pietrasantino nella lista dei dispositivi omologati comincia a dare i primi effetti. Il Tribunale di Lucca ha infatti accolto il ricorso in appello presentato dal Comune e ha ribaltato la sentenza di primo grado del Giudice di pace, confermando il verbale di accertamento a cui si era opposto il titolare del frantoio ’Moro’ di Fosdinovo. Ma la vicenda, iniziata tre anni fa, avrà un seguito visto che l’avvocato Massimo Bertacchini con studio a La Spezia, legale del frantoio, è seriamente intenzionato a ricorrere in Cassazione.

La multa al mezzo di proprietà del frantoio era scattata il 21 maggio 2023 in quanto fu "pizzicato" da uno dei due autovelox sulla provinciale Vallecchia mentre transitava a 75 all’ora, a fronte del limite di 60. I proprietari del frantoio avevano contestato la nullità del verbale per la mancata omologazione del dispositivo, più altre motivazioni. Il Giudice di pace, in primo grado, nel 2024 aveva dato ragione all’imprenditore – in quel caso contro la Polizia locale – annullando il verbale e riconoscendo che l’autovelox era sì autorizzato, ma non omologato. Il Comune, che a causa di questa situazione aveva disattivato i tre autovelox nel giugno 2025, tramite l’avvocato dell’ente Marco Orzalesi ha ricorso in appello al Tribunale di Lucca. L’epilogo è di pochi giorni fa: il giudice Giacomo Lucente ha ritenuto che il dispositivo, in virtù del decreto dell’8 giugno 2026, aveva già i requisiti tecnici che gli hanno permesso di ottenere l’omologazione, tanto da tornare in funzione a luglio come gli altri due autovelox.