HomeRiminiCronacaScioperano i corrieri Ups. "Ci vuole più sicurezza e ascolto"Presidio fuori dai cancelli di Consegne Veloci. L’azienda però non ci sta: "Le cose non stanno così, mai negato il confronto" .Il presidio di dipendenti fuori dallo stabilimento di Consegne VelociRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciLe bandiere della Cgil sono davanti al cancello, i furgoni Ups dall’altra parte, dentro il piazzale. Fuori dalla sede di Consegne Veloci, in via Bellini a Cattolica, una ventina di lavoratori si sono ritrovati ieri mattina per protestare e dare vita a uno sciopero dalle 7.30 alle 13.30, parte di un pacchetto di 20 ore totali, iniziate lunedì. Accanto a loro i funzionari del sindacato, mentre poco più in là una decina di colleghi ha scelto di restare al lavoro. È da questo cortile diviso tra chi manifesta e chi continua il turno che prende forma una vertenza che va avanti da mesi e che mette sul tavolo sicurezza, organizzazione del lavoro, mansioni, telefoni personali e rapporti sindacali.

"Questa situazione rappresenta solo la punta dell’iceberg di dinamiche in corso già da tempo", dice Samir Pavan, funzionario della Cgil che segue la pratica. Tra le tante c’è la questione legata ai telefoni personali. Secondo la Cgil, i dipendenti "devono utilizzare il proprio smartphone per lavorare". Il sindacato contesta poi la gestione di ferie e turni e le attività svolte dai driver in magazzino: "Due ore ogni mattina per stoccaggio e movimentazione delle merci", continua Pavan. Mansioni che la Cgil ritiene estranee al loro inquadramento.