| 11 Settembre 2026 03:02 |
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(Adnkronos) – Con la fine dell’estate e il rientro alle attività quotidiane torna l’incubo scioperi. Brutte notizie in particolare per i viaggiatori che hanno scelto settembre per partire o per chi dovrà prendere l’aereo nei prossimi giorni, perché con la fine della franchigia estiva, scaduta il 5 settembre, torna a farsi sentire il rischio di scioperi nel trasporto aereo. Il primo appuntamento è previsto per domenica 13 settembre, quando il personale dei servizi di terra di diversi aeroporti italiani incrocerà le braccia. L’astensione dal lavoro interesserà, tra gli altri, gli scali romani di Fiumicino e Ciampino, Malpensa, Torino, Venezia con uno stop che avrà una durata variabile tra le 4 ore e l’intera giornata, a seconda della struttura. Gli stop, da 4 ore fino all’intera giornata, potrebbero provocare ritardi e cancellazioni per centinaia di migliaia di passeggeri.
AirHelp fa il punto sui diritti dei viaggiatori, chiarendo cosa spetta in caso di cancellazione o ritardo e perché lo sciopero del personale di terra non esclude automaticamente la possibilità di ottenere una compensazione fino a 600 euro.
“È un malinteso comune -spiega l’avvocato Mariana Giuliano, esperta di diritti dei passeggeri di AirHelp- pensare che qualsiasi sciopero aeroportuale annulli automaticamente il diritto alla compensazione pecuniaria. Ai sensi del Regolamento Ue 261/2004, uno sciopero del personale di terra può essere considerato una ‘circostanza eccezionale’, ovvero una situazione al di fuori del controllo della compagnia aerea che, se dimostrata, la esenta dal pagamento della compensazione. Tuttavia, le compagnie aeree non ottengono questa esenzione in automatico ma devono provare che quel particolare sciopero ha inciso in modo diretto e inevitabile su quello specifico volo, e non semplicemente che in quel giorno c’era uno sciopero in corso da qualche parte nel sistema”, aggiunge.









