CORDENONS - «Che sia chiaro che la situazione in piazza non è cambiata granché» scrive furibonda sui social la cittadina cordenonese Greta Scampolo, condividendo un video registrato mercoledì a tarda sera (23.55) dalla finestra del proprio appartamento e che testimonia, per l’ennesima volta, schiamazzi e urla di gruppi di giovani nel pieno centro cittadino. «Magicamente, dopo l’arrivo della Polizia locale, che qualche residente esasperato ha nuovamente chiamato, sono riusciti ad abbassare il volume (erano già passati alle 21.30)». Una situazione che persiste ormai da diverso tempo, inasprita nei mesi estivi, nonostante le diverse azioni messe in campo da amministrazione comunale e Polizia locale.
IL FENOMENO È datato a fine luglio l’incontro promosso dall’amministrazione Delle Vedove per dare riscontro alle segnalazioni dei residenti, avviando così un dialogo aperto tra cittadini, istituzioni e Polizia locale. Non secondari neanche gli “antidoti” – controlli serali intensificati, nuovi percorsi educativi per i giovani e valorizzazione di strumenti come i controlli di vicinato e i punti di ascolto sul territorio – che l’amministrazione aveva dichiarato di voler adottare per contrastare i fenomeni di disagio giovanile. Eppure, ancora una volta, i ragazzi hanno fatto più rumore. Tra i commenti al video, Greta ricorda che «le forze dell’ordine le chiamiamo tutte le sere, più volte a sera. Ma quando vanno via ricominciano». La stessa cittadina spiega inoltre che, quella sera, gli agenti hanno identificato i giovani, multato qualcuno di loro, «ma - prosegue sconfortata -, più di questo non possono fare». LA RIFLESSIONE Diverse settimane fa, nella speranza di trovare un punto di incontro, la residente di Piazza della Vittoria ha avuto l’occasione di fermarsi a parlare con qualcuno di loro, notando che diversi tra questi diversi giovani, il sabato sera, durante tutto il periodo dell’anno scolastico, si ritrovano negli spazi dell’oratorio di San Pietro. Infatti, con l’approvazione del parroco Don Ivano Zaupa, Greta e altri genitori portano avanti da più di un anno un’interessante iniziativa: aprire l’oratorio di San Pietro al fine di concedere uno spazio d’incontro dedicato solo ai ragazzi. Dandosi il turno, i genitori sono presenti unicamente per sorvegliare la situazione e lasciano i giovani liberi di decidere che cosa fare e come divertirsi. Stupita nell’aver constato un comportamento poco maturo in quegli stessi ragazzi che, ogni sabato, si ritrovano e dimostrano atteggiamenti e modi educati, la residente pone l’attenzione sulla mancanza di un luogo estivo per i giovani. Tra centro estivo, sagra e campiscuola, l’oratorio è infatti perennemente occupato d’estate e i fenomeni di disagio giovanile si intensificano. MODELLI ASSENTI L’altro aspetto messo in luce da Greta, invece, riguarda la probabile mancanza di educazione da parte delle famiglie nei confronti dei loro figli. «Le forze dell’ordine non possono svolgere il ruolo di “badante” verso i giovani - dichiara Scampolo -, la colpa non è loro, ma delle famiglie. È a partire dalla propria casa che un giovane dovrebbe imparare che certi comportamenti sono da evitare. C’è una mancanza di senso civico». «La generazione di oggi è irresponsabile perché siamo stati noi adulti a deresponsabilizzarli» aggiunge Greta, che propone l’esempio del registro elettronico. Per quanto pratica e veloce, questa tecnologia elimina la responsabilità dello studente di andare dai propri genitori e comunicare loro di aver preso un brutto voto o una nota, perché sono direttamente questi ultimi a scoprirlo. «Quello che io e gli altri residenti viviamo ogni sera non è un vociare di ragazzi - tuona -, ma confusione e voglia di disturbare».







