Attacchi continui colpiscono duramente la popolazione civile. A Pavlohrad, un bombardamento russo ha sventrato in pieno giorno un centro commerciale, provocando almeno quattro morti e oltre sessanta feriti, tra cui diversi adolescenti. La violenza degli scontri non accenna a diminuire e si estende anche ad altre città: le bombe sono tornate a cadere sulla capitale Kiev, causando tre feriti, e su Sumy, bersaglio di continui raid. Contemporaneamente, il conflitto miete vittime anche oltre confine, con attacchi ucraini che hanno provocato morti e feriti nelle regioni russe di Voronezh e Belgorod. A Sochi, città sul Mar Nero, otto civili sono rimasti feriti in un attacco condotto con droni marini ucraini.
Di fronte all'escalation, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in visita in Canada, ha ribadito che «il mondo vede cosa sta facendo la Russia. E l'Ucraina riceverà sostegno». Da Ottawa, Kiev ha ottenuto lo stanziamento di 350 milioni di dollari canadesi per la difesa aerea. Un aiuto vitale mentre le scorte ucraine di missili intercettori e Patriot si assottigliano pericolosamente. A testimoniare la crescente tensione nei cieli è stato anche il misterioso caso di un drone russo esploso in Moldavia a 160 chilometri dall'aeroporto di Chisinau, che ha costretto il Paese a chiudere temporaneamente lo spazio aereo, ritardando il decollo dell'aereo di Zelensky.









