La capitale italiana riserva sempre sorprese straordinarie nate dal suo passato millenario. Sul Colle Oppio, uno dei rilievi storici che circondano il centro cittadino, ha aperto uno spazio culturale destinato a trasformare la fruizione dell'archeologia romana. Il progetto valorizza l'area delle Terme di Traiano, imponente complesso pubblico inaugurato il 22 giugno del 109 d.C. dall'architetto Apollodoro di Damasco.

Il sito si estendeva su ben 60000 metri quadrati, inglobando precedenti costruzioni tra cui settori appartenuti alla celebre residenza neroniana, la Domus Aurea. Grazie ai fondi del programma Caput Mundi legati al PNRR, gli archeologi hanno completato importanti interventi di restauro dell'esedra sud-occidentale e delle gallerie sotterranee. L'esedra, caratterizzata da un diametro di circa 30 metri, accoglieva anticamente riunioni, letture pubbliche ed enormi armadi per custodire preziosi papiri. Oggi questa struttura ritrova vita insieme agli ambienti ipogei sottostanti, trasformandosi in una sede museale situata all'incrocio tra via del Monte Oppio e via delle Terme di Tito.

Le meraviglie d'arte parietale del primo secolo

L'itinerario sotterraneo regala la vista di due capolavori figurativi unici per dimensioni e conservazione. La prima opera, battezzata La Città Dipinta, risale al I secolo d.C. e copre una superficie di circa 10 metri quadrati. Il dipinto murale mostra un panorama urbano visto dall'alto, cinto da mura fortificate, torri imponenti ed edifici sviluppati in prospettiva. Si tratta della più vasta e dettagliata rappresentazione pittorica di un centro abitato giunta fino a noi dall'epoca antica.