La Corte d’appello di Bologna ha ridotto a 15 anni la pena per l’ex fidanzato di Aurora Tila, la 13enne morta nell’ottobre del 2024 dopo essere caduta dal settimo piano della casa in cui viveva con la sua famiglia a Piacenza. Il ragazzo è ancora minorenne e due mesi fa, all’inizio del processo d’appello, aveva confessato di averla uccisa, spingendola giù. Fino ad allora aveva sempre sostenuto di essere innocente. Lo scorso novembre era stato condannato in primo grado a 17 anni di carcere. Al momento si trova in un carcere minorile a Catanzaro.

L’avvocato Emilio Malaspina, che rappresenta la madre di Tila, l’ha descritta come «la vittima di femminicidio più giovane d’Europa», e ha detto che la famiglia è insoddisfatta per lo sconto di pena in appello. Tila e il ragazzo, che all’epoca dei fatti aveva 15 anni, avevano avuto una relazione di alcuni mesi. Poche settimane prima della sua morte lei lo aveva lasciato per la seconda volta. In precedenza si era rivolta ai servizi sociali per i comportamenti aggressivi e violenti del ragazzo.