Di: Seidisera - Nicola Lüönd/sdr È il giorno del cordoglio nei comuni e nelle regioni in cui vivevano le due vittime dell’esplosione avvenuta mercoledì nella vecchia centrale del Ritom. A poco più di ventiquattro ore dall’incidente, le comunità colpite si stringono attorno alle famiglie dei due dipendenti dell’Azienda elettrica ticinese morti nel cunicolo interrato della struttura, dove a metà mattina si è verificata un’esplosione seguita da un incendio.Due vittime molto legate alle comunitàLe vittime sono un 55enne del Luganese e un giovane di 18 anni. Due generazioni diverse, unite dallo stesso lavoro. Il primo aveva alle spalle oltre trent’anni di esperienza nel settore ed era anche uno dei formatori dell’apprendista. Il ragazzo, invece, frequentava il terzo anno di formazione come elettricista per reti di distribuzione. Entrambi lavoravano per AET, responsabile della gestione e della manutenzione della centrale, proprio in una fase particolarmente delicata: quella del passaggio dalla vecchia infrastruttura alla nuova centrale attualmente in costruzione. Il giovane viveva a Dalpe, comune di poco meno di duecento abitanti dove il dolore ha assunto immediatamente una dimensione collettiva. Nato e cresciuto in paese, così come i suoi genitori, era profondamente legato alla comunità. Il sindaco Mauro Fransioli ha incontrato la famiglia. Il Municipio sta ora valutando l’organizzazione di un momento di raccoglimento aperto a tutta la popolazione. Nei pressi della centrale sono comparsi fiori e una fotografia del ragazzo ai tempi della scuola, mentre le bandiere sono state esposte a mezz’asta. Profondo anche il legame del 55enne con il proprio Comune nel Luganese. Su richiesta della famiglia, tuttavia, non vengono diffusi ulteriori particolari. Grave incidente alla centrale del RitomTelegiornale 09.09.2026, 20:00Inchiesta avviata ma operazioni complesseIntanto prosegue il lavoro degli inquirenti per ricostruire con precisione quanto accaduto all’interno del cunicolo. L’area interessata dall’esplosione è stata posta sotto sequestro per permettere i rilievi e le verifiche tecniche. Le operazioni si annunciano complesse. Fino alla sera dell’incidente non era stato possibile raggiungere il punto esatto dell’esplosione. Successivamente la polizia scientifica, insieme agli esperti di AET e delle FFS - l’altro azionista della Ritom SA - è riuscita ad accedere alla zona interessata.Le verifiche procedono in stretta collaborazione e, al momento, vengono prese in considerazione diverse ipotesi. Saranno gli accertamenti tecnici a stabilire l’origine dell’esplosione e la dinamica esatta dell’incidente. Un elemento è però già noto: l’esplosione si è verificata durante i lavori di collegamento tra la vecchia centrale, entrata in funzione oltre un secolo fa, e il nuovo impianto, nell’ambito delle operazioni necessarie alla futura messa in esercizio della nuova struttura. Prima dell’incidente il completamento di questa fase era previsto entro la fine del 2027. Sarà ora necessario valutare l’entità dei danni provocati dall’esplosione e dall’incendio e capire se quanto accaduto potrà avere conseguenze sui tempi del progetto. La nuova centrale idroelettrica del Ritom avrà un ruolo strategico sia per l’approvvigionamento elettrico della rete ferroviaria del Gottardo sia per la rete cantonale. Ma queste sono valutazioni che verranno dopo. In queste ore, soprattutto a Dalpe e nel comune del Luganese dove viveva il 55enne, prevalgono il silenzio e il dolore per due vite spezzate durante una giornata di lavoro.
Ritom, è il giorno del cordoglio - RSI
Le comunità, a 24 ore dall’incidente mortale, si stringono attorno alle famiglie delle vittime mentre gli inquirenti cercano di ricostruire quanto accaduto nella vecchia centrale.











