Il 27 agosto scorso un giudice militare, il tenente colonnello Michael Schrama, ha fissato una data: il processo ai quattro uomini accusati di aver organizzato gli attentati dell’11 settembre 2001 comincerà il 5 giugno 2028. Quando quel processo si aprirà saranno passati ventisette anni dalla mattina in cui morirono 2.753 persone al World Trade Center. Una data fondamentale per migliaia di famiglie americane, ma in particolare per quattro donne del New Jersey: se esiste una commissione d’inchiesta, infatti, che ha ricostruito che cosa non funzionò negli servizi di sicurezza americani, è perché l’hanno ottenuta loro con una lunga e determinata battaglia.
11 settembre 25 anni dopo: perché ricordare le “Jersey Girls”
Kristen Breitweiser viveva a Middletown Township. Mindy Kleinberg e Lorie Van Auken abitavano a East Brunswick, a poche strade di distanza. Patty Casazza stava a Colts Neck anche lei vicina. Prima di quel giorno nessuna delle quattro aveva mai fatto politica. Erano madri di famiglia in una periferia benestante, con figli piccoli e giornate scandite dalle fermate dello scuolabus. L’11 settembre tutti e quattro loro mariti morirono nell’attentato. Si conobbero proprio in quel momento. Avevano avuto tutte la stessa impressione: che la storia intera non stesse venendo raccontata. Nei mesi successivi cominciarono a leggere. Ritagli, atti parlamentari, rapporti dell’Intelligence desecretati, cronologie. Compilavano raccoglitori, si passavano i documenti, li annotavano.












