Università 10 settembre 2026 Lo ha detto la ministra dell’Università Bernini alla Camera, ma le cose non stanno proprio così ANSA Il 9 settembre, durante un question time alla Camera, la ministra dell’Università Anna Maria Bernini ha rivendicato i risultati del governo sugli alloggi per gli studenti universitari. «Nel 2022, quando siamo arrivati, i posti letto erano 40 mila: quando lasceremo saranno quasi 120 mila», ha detto Bernini, descrivendo quindi un aumento di quasi tre volte dell’offerta disponibile. «Abbiamo garantito ai ragazzi e alle ragazze 63.220 luoghi che possono chiamare “casa”, anche lontano da casa, dove già adesso, a partire dal 1° settembre, si sono accesi computer e connessioni internet, dove si sono aperti libri e dove i ragazzi hanno cominciato a socializzare».

Poco dopo, in un post pubblicato su Facebook, la ministra ha ribadito il concetto: «Aver realizzato oltre 63 mila nuovi posti letto significa dare a migliaia di ragazze e ragazzi un luogo dove vivere e studiare». Il riferimento è agli interventi finanziati negli ultimi anni per aumentare gli alloggi universitari, in particolare attraverso le misure legate al Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Ma i numeri citati dalla ministra corrispondono alla realtà? In breve, le cifre hanno un fondamento nei dati ufficiali, ma il modo in cui vengono presentati è fuorviante. Per capire perché bisogna distinguere quali posti erano già disponibili nel 2022, quali sono stati effettivamente realizzati negli ultimi anni e quali, invece, esistono per ora solo sulla carta.Il piano per gli studentati La scarsità di alloggi universitari in Italia è un problema che precede l’attuale governo. Il PNRR, approvato nel 2021 durante il governo Draghi, prevedeva inizialmente la creazione e assegnazione agli studenti di 60 mila posti letto aggiuntivi entro la metà del 2026.