A un anno dal delitto di Cinzia Pinna, la madre del Reo confesso Emanuele Ragnedda lancia pesantissime accuse di violenze domestiche al marito che risponde però con una contro querela parlando di pura invenzione e rilanciando sulla donna accuse di condotte aggressive.

"Da quando le prove dicono che mo figlio ha ucciso quella donna appena conosciuta, ho deciso di ribellarmi alla violenza in famiglia e ho denunciato mio marito", così, a un anno dal femminicidio di Cinzia Pinna, la mamma del reo confesso Emanuele Ragnedda ha rivelato di aver denunciato l'ormai ex consorte per violenza domestica, raccontando di presunti continui abusi e minacce di morte subiti in casa per decenni e addirittura di tentativi di ucciderla.

In un'intervista a Repubblica, Nicolina Giagheddu ha rivelato che proprio la tragica fine di Cinzia Pinna per mano del figlio l'hanno indotta a ribellarsi alla presunte violenze presentando una denuncia alla Procura di Tempio Pausania. La donna ha raccontato di non aver mai rivelato a nessuno quanto accadeva tra le mura domestiche proprio per amore del figlio. "Volevo proteggerlo" ha spiegato la donna che dopo il terribile delitto ha rotto completamente i rapporti con il figlio e poco dopo anche con il marito. Subito dopo i fatti, con prove schiaccianti a carico del figlio, la donna si era scagliata pubblicamente contro il 41enne di Arzachena reo confesso affermando di non credere alla versione del figlio che parlava di difesa da una presunta aggressione di Cinzia Pinna. Un evento traumatico e tragico che avrebbe fatto scattare nella sua testa qualcosa che ha cambiato completamente la sua vita. La donna ha lanciato pesantissime accuse al marito che però nega ogni addebito e annuncia una contro querela.