“Sono stata picchiata da mio marito, mi dava pugni in testa per banali disguidi, venivo rinchiusa in casa, umiliata, minacciata di morte. Ho rischiato di fare la stessa fine di Cinzia”. A un anno dal femminicidio di Cinzia Pinna, la 33enne di Castelsardo uccisa con tre colpi di pistola nella notte tra il 12 e il 13 settembre 2025 ad Arzachena, la madre dell’uomo che ha confessato il delitto, racconta le violenze subite da lei. Nicolina Giagheddu, madre di Ragnedda, ha presentato una denuncia di 21 pagine alla Procura di Tempio Pausania contro il marito Mario Ragnedda. Nel documento, assistita dalle avvocate Angela Corda e Rosalia Deiana, la donna racconta di aver subito per circa trent’anni violenze fisiche e psicologiche. Alla denuncia, secondo quanto riferito, sono stati allegati numerosi video e registrazioni audio.
Giagheddu sostiene di aver trovato la forza di denunciare dopo quanto accaduto nella tenuta di famiglia ConcaEntosa, tra Palau e Arzachena, dove fu uccisa la giovane donna. Racconta inoltre di aver lasciato la casa coniugale il 7 ottobre 2025 e di aver interrotto definitivamente i rapporti con il marito dal novembre successivo. “Dal 7 ottobre 2025 ho lasciato la casa coniugale, la notizia l’ho tenuta riservata. Da novembre ho rotto ogni rapporto ma lui continua a perseguitarmi“, riferisce nella denuncia. La donna sostiene di averlo trovato “appostato sotto la mia nuova residenza o davanti ai ristoranti che frequento”.










