Lo studio Erion-Politecnico: tecnologia possibile, ma non basta

Milano, 10 set. (askanews) – Ogni italiano getta in media quasi 2 kg di piccoli rifiuti elettrici ed elettronici e 0,12 kg di batterie esauste nell’indifferenziato all’anno. Rifiuti che dovrebbero essere invece recuperati attraverso i canali di raccolta dedicati.

Così nasce lo studio realizzato da Erion Energy ed Erion WEEE insieme al Dipartimento di Meccanica del Politecnico di Milano, che ha analizzato la possibilità di recuperare questi rifiuti anche dopo il loro errato conferimento.

Il professor Marcello Colledani, del Dipartimento di Meccanica del Politecnico di Milano, ci spiega perché è nato questo studio: “Lo studio è nato dalla necessità di capire come separare RAEE e batterie dai flussi di rifiuti indifferenziati, per dare poi la giusta destinazione a questi prodotti, che erroneamente vengono mischiati con altri tipi di rifiuti indifferenziati”.

Separare batterie e piccoli RAEE dall’indifferenziato è possibile. Servono però tra 1,5 e 2,9 milioni di euro per impianto e, applicando queste tecnologie ai principali 60 impianti italiani, potrebbe raggiungere complessivamente i 114 milioni: “Il problema di questi RAEE e delle batterie è soprattutto che, quando vanno nell’indifferenziato, possono causare problemi agli impianti che lo trattano. Problemi che possono essere di efficienza, ma anche legati alla sicurezza e al possibile rischio di incendi. Quello che è stato fatto è progettare una linea di identificazione e sorting, utilizzando anche tecnologie avanzate come la robotica e l’AI, per riconoscere i tipi di prodotti da separare dalla frazione di indifferenziato e riuscire a separarli, dando quindi il giusto trattamento a queste frazioni” ha aggiunto Colledani.