Due cavi sottomarini in fibra ottica, lunghi 1.400 km, che collegano le Svalbard alla Norvegia continentale, che si trovano a una profondità di 2.700 metri e trasportano enormi quantità di dati satellitari scaricati dalla stazione di terra SvalSat , la più grande al mondo e parte della rete spaziale della Nasa. Sarebbero finiti nel mirino della GUGI, la direzione per la guerra sottomarina di Mosca, che avrebbe inviato sommergibili nelle acque dell’arcipelago per testare un’arma segreta progettata per disattivare questo tipo di strutture critiche senza lasciare tracce.
Un’operazione congiunta che ha coinvolto Gran Bretagna, Norvegia e Stati Uniti – ha riferito l’agenzia Reuters citando alcuni funzionari occidentali – ha localizzato e affrontato i sommergibili di Mosca impedendo loro di completare l’esercitazione e costringendoli ad allontanarsi. Ad aprile, Londra e Oslo avevano rivelato di aver scoperto un’operazione segreta russa nelle acque artiche ma l’utilizzo della nuova arma, l’ubicazione dell’operazione e il coinvolgimento degli Stati Uniti non erano stati resi noti.
Le forze russe, riferisce ancora l’agenzia, non hanno danneggiato alcun cavo. L’esercitazione si è concentrata sulla simulazione del dispiegamento della tecnologia in caso di conflitto con la Nato, hanno affermato i funzionari. “Con la nostra operazione congiunta, abbiamo inviato un messaggio chiaro alla Russia: non possono operare in modo clandestino”, ha confermato il ministro della Difesa norvegese Tore Sandvik. “Abbiamo chiarito in modo inequivocabile alle autorità russe che qualsiasi tentativo di colpire le nostre infrastrutture critiche verrà individuato e avrà delle conseguenze”, ha aggiunto.










