| 10 Settembre 2026 16:02 |

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(Adnkronos) – “Solo una percentuale bassissima, pari al 12% degli italiani, conosce le modalità e i mezzi con cui fare un lascito solidale, che si fa necessariamente per testamento. Il ruolo del notaio in questo contesto è fondamentale: il testamento può essere anche olografico, cioè scritto interamente di pugno, ma deve essere comunque preceduto dalla consulenza di un notaio che supera tutte le perplessità e i dubbi che ogni cittadino ha nel momento in cui decide di regolamentare la propria successione. Il notaio può fugare ogni perplessità sulla consistenza della quota disponibile, salvaguardando la quota di legittima riservata per legge ai parenti più stretti come coniuge, figli o genitori. Inoltre aiuta a individuare la forma migliore, verificando la presenza di data e sottoscrizione per la validità dell’olografo, oppure redigendo il testamento pubblico alla presenza di due testimoni per garantire volontà chiare e applicabili”. Così Flavia Fiocchi, consigliere nazionale del Consiglio nazionale del notariato (Cnn) con delega al Notariato per il sociale, intervenuta a Roma durante l’evento ‘Effetto domino: la generosità che muove il mondo’, promosso dal Comitato testamento solidale in occasione della Giornata internazionale del lascito solidale.