Il tumore del pancreas è tra le neoplasie più difficili da trattare: la sopravvivenza a cinque anni resta molto bassa e la risposta ai farmaci può variare significativamente da paziente a paziente, anche a fronte di effetti collaterali importanti. Individuare precocemente la terapia più efficace per ciascun paziente rappresenta quindi una delle principali sfide della medicina di precisione.

Per affrontare questa esigenza, un team di ricerca dell’Istituto di Nanotecnologia del Consiglio nazionale delle ricerche di Lecce (Cnr-Nanotec), Tecnomed Puglia, Università del Salento e ASL Lecce ha realizzato uno studio innovativo: sono stati prelevati campioni di tessuto tumorale di cinque pazienti, quindi dissociati in singole cellule e incapsulate in minuscole sfere di gel tridimensionali, le cosiddette "tumorsfere" da loro messe a punto, insieme a sensori ottici, sviluppati dallo stesso team, capaci di misurare in tempo reale, senza ulteriori prelievi, le variazioni di acidità nello spazio intorno a ogni singola cellula.

“Le tumorsfere sono state quindi esposte a tre farmaci utilizzati nel trattamento del tumore del pancreas: il protocollo FOLFIRINOX e i principi attivi Gemcitabina e Paclitaxel”, spiega Loretta L. del Mercato, Dirigente di Ricerca di Cnr-Nanotec e di Tecnomed Puglia. “Le variazioni di acidità misurate durante il trattamento sono risultate differenti, in funzione sia del paziente sia del farmaco, e sono state associate alla risposta delle cellule tumorali al trattamento, fornendo un’indicazione precoce della risposta ai farmaci”.