Sul piano della prestazione, sono stati talmente tanti gli aspetti negativi emersi, per il Lecce, nelle gare perse contro la Roma ed il Cagliari, ma anche nel primo tempo della partita di Coppa Italia disputata a Palermo e di quella d’esordio in campionato vinta a Venezia, che non è semplice approfondirne solo uno. Male l’atteggiamento, in quanto sono mancate la cattiveria agonistica ed apparentemente anche la concentrazione. Malissimo dal punto di vista tecnico, in tutti i reparti, con errori ripetuti anche nei passaggi più semplici e nelle giocate apparentemente facili. Inoltre, fare possesso palla in orizzontale, nella propria trequarti, è tanto lezioso quanto inutile, se poi il terzino o il centrale di turno deve affidarsi comunque al lancio lungo dalle retrovie senza che ci siano altre opzioni.

Dovendo provare a focalizzarsi su un aspetto, però, proviamo a farlo puntando i riflettori sul centrocampo che, orfano di Ylber Ramadani, sin qui non è sembrato capace di garantire un filtro adeguato alla retroguardia. L’albanese non è stato certo un fine tessitore di fraseggi, il che ha fatto storcere il naso a chi avrebbe voluto maggiore qualità, ma si è dimostrato un prezioso recupera palloni, aspetto evidenziato anche dai numeri, nella passata annata come in precedenza.