Giovanna Vitelli si toglie le scarpe e sale sul Magellano 27, che Azimut Yachts presenta in anteprima mondiale a Cannes, orgogliosa di potercela raccontare. Non succede proprio in tutte le industrie che la presidente e azionista di maggioranza di un colosso globale accompagni in una visita dedicata all'ultimo prodotto: questa è la differenza della nautica, dove la passione per la barca conta ancora moltissimo. Al di là dei numeri, di cui comunque parleremo - il portafogli d'ordini giunto alla soglia record dei 3 miliardi di euro - e delle strategie di mercato. Nel piacere di far scoprire una nuova pagina, che traspare dalle sue parole, c'è l'essenza del tutto.
A bordo una eredità Il gruppo propone al Cannes Yachting Festival diverse novità. Per Azimut c'è anche il Fly 80 e il Seadek 9, Benetti espone per la prima volta l’intera serie in vetroresina – Oasis 34M, Oasis 40M e Motopanfilo 37M – e svela in anteprima mondiale Juno’s 7, prima unità del nuovo Class 44M. Noi siamo saliti con la donna che guida tutto questo sul Magellano 27, la navetta di 24 metri (88 piedi) appena varata e già venduta a un italiano («Quattro nel complesso già venduti», ci dice la presidente), una linea che ha anticipato forse un'evoluzione del modo di vivere la barca. «Questa gamma ha rappresentato nel 2009 il primo "crossover dei mari», ricorda Vitelli. All'epoca era un 74 piedi, disegnato da Ken Freivokh e con la nuova carena dual mode dello studio Dixon. «Era una barca nata dall'idea del viaggiare. Per testarla avevamo fatto un mezzo giro d'Europa. Non dico explorer, ma voyager sì. E questa resta l'impronta. Per quanto riguarda lo scafo, una carena bella solida, falchette alte, bold nella sua natura. Una carena più a guscio di noce, con lo doppio spigolo per evitare il rollio eccessivo, che consente una piacevolezza di navigazione a 16 nodi, in semi-planata e arriva a una velocità massima dichiarata di 24, ma questa nelle prove ha raggiunto i 26».









