Nel Parco nazionale di Sutjeska, in Bosnia. Con una guida per esplorare i sentieri della foresta di Perućica, rimasta intatta nel tempoNel Parco nazionale di Sutjeska, in Bosnia. Con una guida per esplorare i sentieri della foresta di Perućica, rimasta intatta nel tempo
“Conosco quest’orso. E lui conosce me. Ci siamo incontrati molte volte”. La nostra guida indica un cartello del Parco nazionale di Sutjeska, all’inizio del sentiero che scende verso la foresta di Perućica, nel sudest della Bosnia. Il segnale di legno è ricoperto di graffi lasciati da grandi zampate. “Gli orsi sono gli squali della terraferma, hanno un senso dell’olfatto sviluppatissimo. Sono molto intelligenti. E sono convinto che sappiano chi è amico e chi è nemico. Vengo spesso in questa foresta, e il nostro amico sa riconoscere il mio odore. Ma una volta c’è stato un incidente: un uomo era venuto qui a caccia e un orso gli ha sbucciato la faccia come un’arancia”.
Con quest’immagine Dejan Elez ottiene la nostra massima attenzione. Serbobosniaco laureato in legge, prima guardia forestale e poi guida alpina, sa come tenerti avvinto a una storia. Io e il mio compagno di viaggio Chris siamo rapiti mentre racconta di una famosa battaglia avvenuta qui vicino nel 1943, quando i partigiani jugoslavi fecero irruzione in un accampamento tedesco, prendendo la Wehrmacht di sorpresa grazie alla copertura di un violento temporale – “il vento ululava e la quantità di fulmini faceva pensare a una luce stroboscopica” – ma poi la narrazione di Dejan affonda in un passato ben più remoto, nelle profondità di una delle più antiche foreste d’Europa.






