TRENTO. «La sanità trentina non può permettersi di aspettare Godot». I sindacati tornano all'attacco dopo la mobilitazione del primo settembre contro i continui problemi informatici che, denunciano, da mesi creano difficoltà al pronto soccorso e ai servizi sanitari provinciali. E ora minacciano forme di protesta più incisive se dalla Provincia non arriveranno risposte concrete.
Anaao Assomed, Fp Cgil Trentino, Cimo-Fesmed ricordano di aver già indicato una serie di problemi che, a loro giudizio, vanno ben oltre i guasti ai sistemi informatici: una governance debole, la mancanza di una strategia per gestire l'invecchiamento del personale, il sottorganico cronico con il conseguente rischio di burnout e l'esternalizzazione della gestione informatica, che secondo le organizzazioni ridurrebbe la capacità dell'Azienda sanitaria di intervenire direttamente nelle emergenze.
Dal primo settembre, sostengono le sigle, non sarebbero arrivati passi avanti. «Abbiamo aspettato che quei temi venissero calendarizzati, discussi, affrontati con la serietà che meritano. Non è arrivato nulla», affermano i sindacati, che contestano le dichiarazioni dell'assessore alla Salute e lamentano la mancata convocazione di un tavolo di confronto.







