Valter Lavitola resta in cella. E rimane l'aggravante del metodo mafioso. Per ora, quindi, la strategia difensiva del suo legale Sergio Cola non convince i giudici del Riesame di Roma dell'insussistenza delle condizioni che hanno portato alla custodia cautelare in carcere per il mandante reo confesso dell'attentato a Sigfrido Ranucci. "Non le condividiamo assolutamente sia in fatto che in diritto. Ora attenderemo che siano depositate le motivazioni che arriveranno entro 45 giorni - commenta il legale - ma già oggi presenteremo ricorso in Cassazione, quindi per saltum, contro l'ordinanza del gip che ha rigettato la nostra richiesta sulla perdita di efficacia della custodia cautelare che riteniamo sia ampiamente fondata’'.Intanto aumentano i filoni investigativi. In particolare, la procura di Roma starebbe cercando di ricostruire alcuni buchi nelle chat tra Lavitola e Ranucci. Dallo smartphone e dal pc sequestrato al faccendiere sarebbero infatti emerse alcune cancellazioni sospette di conversazioni, sia prima del 16 ottobre 2025 - giorno della bomba sotto casa dell'ex conduttore di Report - sia dopo. Ma non è l'unica pista su cui gli inquirenti hanno avviato accertamenti.Perché i pm della Dda, nella procura coordinata da Francesco Lo Voi, avvieranno nuove piste legate agli "affari finanziari" di Lavitola. Nello stesso fascicolo i carabinieri starebbero ricostruendo attività, società e interessi economici dell'ex direttore dell'Avanti!: tra questi il ristorante Cefalù, a Monteverde, riconducibile al faccendiere, di cui si vorrebbe stabilire chi avesse l'effettivo controllo. Sotto la lente anche i contatti internazionali, dagli interessi che avrebbero avuto come scenario il Sud America a quelli legati al carbon credit in Africa. Sul fronte internazionale, intanto, la procura si prepara a chiedere l'estradizione di Clesio Gomes Tavares, ritenuto l'anello di congiunzione tra Lavitola e i quattro arrestati che avrebbero materialmente eseguito l'attentato. Un percorso in salita: Tavares avrebbe già lasciato il Camerun e si sarebbe detto in Zimbabwe, con l'intenzione di volare in Kenya e poi di rientrare volontariamente in Italia. Una promessa a cui gli inquirenti, però, sembrerebbero credere poco.
Lavitola resta in carcere, confermata l'aggravante del metodo mafioso. Continuano le indagini, i pm: "Buchi nelle chat con Ranucci"
I giudici del Riesame di Roma respingono l'istanza dei difensori del faccendiere, mandante reo confesso dell'attentato all'ex conduttore di Report. Gli inquiren










