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Quando Tadej Pogačar e Remco Evenepoel vinsero il Giro della Lunigiana, rispettivamente nel 2016 e nel 2018, avevano 18 e 17 anni. Oggi sono due dei ciclisti più forti al mondo (Pogačar forse il più forte di sempre). Le loro vittorie al Giro della Lunigiana – una corsa a tappe giovanile, tra le province di La Spezia e Massa-Carrara – furono però tra i primi momenti in cui chi si interessava di ciclismo giovanile iniziò a conoscerli davvero. Vincere lì voleva dire – e ancora vuol dire – avere un grande potenziale. Quest’anno si corre la 50esima edizione della corsa, la cui ultima tappa sarà sabato 12 settembre. E come sempre c’è chi spera di scovarci un nuovo Pogačar.
“Il Lunigiana”, com’è spesso abbreviato, è diventato l’evento più importante per i ciclisti di 17 e 18 anni in Italia, e uno dei più prestigiosi al mondo. Si definisce «la corsa dei futuri campioni». Con buone ragioni: nelle prime cinque posizioni dell’ultimo Tour de France c’erano quattro vincitori del Giro della Lunigiana: Pogačar, Evenepoel, Paul Seixas e Lenny Martinez. Qualcuno lo chiama addirittura “il Tour de France del ciclismo giovanile”, sebbene il Tour una sua versione giovanile ce l’abbia già: si chiama Tour de l’Avenir ed è per Under 23, la categoria dopo gli juniores.






