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Un anno fa moriva Charlie Kirk. L'anniversario viene celebrato a pochi giorni dal rinvio a giudizio dell'uomo accusato dell'omicidio dell'attivista conservatore statunitense. Martedì, infatti, un giudice statunitense ha valutato che l'accusa disponesse di prove sufficienti per procedere contro il ventitreenne Tyler James Robinson. L'imputato rischia la pena di morte nello Stato dello Utah per aver presumibilmente colpito al collo Kirk durante una manifestazione in un campus universitario. "Per i motivi sopra esposti e sulla base degli atti e delle memorie presentate dalle parti, si ordina che l'imputato, Tyler James Robinson, venga rinviato a giudizio", ha dichiarato il giudice Tony Graf in tribunale.
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La decisione fa seguito a un'udienza preliminare durante la quale entrambe le parti hanno presentato le proprie argomentazioni in merito all'opportunità di procedere con il processo. L'accusa ha presentato chat e messaggi di testo di Robinson relativi a videogiochi, che dimostrerebbero che l'imputato ha ucciso Kirk perché "stufo" dell'"odio" politico propagato dall'influencer. La difesa, dal canto suo, si è concentrata principalmente sul mettere in dubbio la validità delle prove del Dna che collegano l'imputato all'arma del delitto. A seguito della decisione del giudice di martedì, Robinson si è dichiarato non colpevole delle accuse a suo carico, secondo quanto riportato dai media statunitensi.








