Con il rendimento del Btp decennale che si avvicina ormai verso il 4,3%, complici la nuova ondata di strette monetarie della Bce e le tensioni inflazionistiche portate dall’impennata dei prezzi di petrolio e gas, gli emittenti obbligazionari corporate cercano di sfidare il titolo di Stato tricolore.

Unicredit, ad esempio, ha appena emesso un’obbligazione retail (il taglio minimo è di 1.000 euro) a quindici anni, con un tasso misto legato proprio all’andamento del Btp decennale.

Quattro anni di tasso fisso, poi variabile e legato al Btp Il funzionamento dell’obbligazione della banca, in scadenza nel settembre 2041, prevede per i primi quattro anni (fino a settembre 2030) interessi annui lordi corrispondenti a un tasso fisso particolarmente generoso e pari all’8,4%, quasi il doppio del Btp decennale attuale anche se la tassazione sulle cedole è del 26% e non del 12,5% che si applica ai titoli di Stato.

Nella rispettiva data di osservazione annuale, se il valore dell’indice risulterà pari o inferiore a 4,5%, l’obbligazione riconoscerà un importo dell’8,4% lordo.

Viceversa, in caso il valore dell’indice superiore al 4,5%, la cedola sarà nulla (pari a zero).