Dopo due mesi in rosso la produzione industriale inverte la rotta e cresce a luglio dello 0,7% sulla spinta dei beni di consumo, anche se in termini annui il dato è invariato e per il solo comparto manifatturiero, al netto dell’energia, si registra un calo di quasi un punto.
Il confronto mensile è in effetti l’unico conforto all’interno di un quadro di complessiva debolezza, che su base annua vede solo l’energia (+6,4%) in terreno positivo tra i macro comparti enucleati dall’Istat.
Tra i settori, solo una manciata di questi si trova in terreno positivo, guidati dallo scatto della farmaceutica, in crescita del 7,4%. A fronte di crescite per elettronica, legno-carta e mezzi di trasporto, si registrano però segni meno ovunque altrove, con il calo maggiore per la chimica, giù del 3,4%.
Nei beni strumentali, che da giugno iniziano a beneficiare in termini di ordini della concretizzazione dei nuovi incentivi 5.0 con la disponibilità della piattaforma Gse, la produzione resta ancora debole, con un calo del 2% per l’area dei macchinari.
Allargando lo sguardo ai primi sette mesi dell’anno (+0,4% il bilancio globale) si conferma la debolezza del settore tessile-abbigliamento, il più penalizzato con una frenata del 4,6%, a cui si aggiunge la discesa di chimica e legno-carta.









