Nei giorni scorsi il presidente della Federazione italiana pallavolo Giuseppe Manfredi non ha fatto giri di parole: «A Napoli per scrivere la storia di questo sport. Sarà un evento unico», ha detto al Mattino. E ieri in occasione della presentazione della gara di questa sera ha ribadito il concetto. Perché di questo si tratta: un appuntamento unico per la città e per lo sport italiano. Si gioca alle 21.05 in un campo che è stato letteralmente inventato dal nulla grazie a un'arena costruita al centro di Piazza del Plebiscito. Si gioca vista mare, vista Vesuvio e vista città: praticamente una cornice che a 360 gradi regala angoli di magia. E a dare quel pizzico di solennità all'appuntamento si aggiunga anche la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, atteso questa sera sulle tribune dell'arena del Plebiscito. Italia-Svezia non è solo la gara inaugurale di un Europeo che gli azzurri vogliono vincere, ma è anche un manifesto per lo sport italiano oltre che l'ennesimo meraviglioso spot per la città di Napoli. Gli ingredienti sono tra i più prelibati e lo show di questi CEV Enel EuroVolley maschili è pressoché garantito.

Nel primo giorno a Napoli, durante il primo allenamento della Nazionale a Piazza del Plebiscito i giocatori si sono dovuti prendere qualche minuto prima di iniziare con schiacciate e muri. Tutto troppo bello per non meritare di essere assaporato fino in fondo. Il colore del tramonto con le nuvole rosa sul Vesuvio, il passaggio dei turisti che tra il curioso e l'interdetto si fermavano alle transenne, l'odore dello street food proveniente da via Roma: il tutto per un mix troppo bello per essere sottovalutato. E così il Plebiscito in qualche mese si è trasformato da "piazza dei concerti" in "piazza dello sport": a maggio l'arrivo della tappa del giro d'Italia, ora il volley, nelle prossime settimane sarà il primo punto di osservazione per sbirciare le frecce del mare dell'America's cup in vista delle pre regate, un antipasto di quello che accadrà nella primavera del 2027, quando nel Golfo "atterreranno" le schegge degli AC75. Ma intanto è tempo di pallavolo. L'Italia è arrivata a Napoli all'ora di pranzo di martedì e da quel momento l'abbraccio da parte della città è stato costante, continuo, incessante. Già all'ingresso dell'hotel in pieno centro, il capitano Giannelli, il ct De Giorgi e gli altri ragazzi sono stati letteralmente "braccati" dai tantissimi che chiedevano foto, autografi o anche solo un saluto. Spazio per tutti, perché l'entusiasmo di Napoli è contagioso. Lo stesso che ha accompagnato gli azzurri durante i due allenamenti a cielo aperto del Plebiscito.Eurovolley a Napoli, lo speciale del Mattino gratis giovedì 10 settembreOcchi pieni per giocatori pluridecorati, abituati a salire su i podi più prestigiosi del mondo, ma tornati umani e bambini davanti alla magia di una città così unica nel suo genere. Non è calcio, e questo per i napoletani è già un vero cambio di paradigma, ma la risposta da parte del botteghino - biglietti polverizzati a due ore dalla messa in vendita - rappresenta la fotografia di una città e di un popolo che non vive di solo pallone. Italia-Svezia si gioca all'indomani di Napoli-Arsenal, la gara d'esordio della squadra di Allegri in Champions League, regalando alla città 48 ore di grande sport a livelli altissimi, qualcosa di mai visto da queste parti ma che di fatto inizia a rappresentare non più l'eccezione ma la regola. E proprio durante la conferenza stampa di presentazione della gara con la Svezia il presidente federale Manfredi ha tirato una frecciatina al sindaco suo omonimo: «Acceleriamo con gli impianti perché vogliamo tornare a Napoli». Bell'attestato di stima e di affetto nei confronti di una città che storicamente vive di calcio e non certo di pallavolo. Ma si tratta anche di una dichiarazione di intenti per oggi e per domani. Aspettando lo spettacolo di questa sera, quando alle 21.05 si accenderanno le luci sull'arena del Plebiscito, la più suggestiva che la città - e forse tutta l'Italia - avrebbe potuto immaginare per un appuntamento così storico. Non chiamatelo esperimento, perché Napoli vuole diventare un punto di riferimento per i grandi eventi. Che Italia-Svezia e che l'arena del Plebiscito diventino la regola, all'insegna dello sport, dello spettacolo e soprattutto della città al centro di tutto.