Se dall’amministrazione la frase simbolo è: «Su corso Martiri della libertà abbiamo più cicatrici che pelle», dal Consiglio comunale si può estrarre un commento ancora più tranchant: «Corso dei Martiri è come il Ponte sullo Stretto: c’è chi lo vuole e c’è chi non lo vuole, ma tutti condividiamo l’idea che non sappiamo se ci sarà mai». Le parole sono quelle di Maurizio Caserta, del Partito democratico, uno dei consiglieri comunali che, dopo avere ascoltato per due ore la presentazione del nuovo masterplan per il risanamento di San Berillo, ha deciso di prendere la parola. «Corso dei Martiri è la madre di tutti gli affari», ricorda Caserta, con un’altra sintesi ben riuscita del pensiero della popolazione catanese, che deve «essere risarcita: non invitandola all’inaugurazione di un centro congressi, ma generando effetti positivi sulla città»

I toni tiepidi di tutta l’area consiliare, da sinistra a destra e ritorno, sono lo specchio degli umori della città. Che un po’ non ci crede e un po’ si domanda quando arriverà la fregatura. E, quando invece vuole credere che le cose si faranno, allora segnala i problemi - ben noti - a cui fare attenzione: «Abbiamo un piano urbano del traffico fermo dal 2011, un Piano regolatore generale del 1969 e un Pug in corso di definizione: qual è il rapporto fra questo masteplan e il resto della situazione urbanistica della città e del porto?», domanda Graziano Bonaccorsi, del Movimento 5 stelle. «Se vedo la bellissima rambla pedonalizzata e penso al Palazzetto della Giustizia di viale Africa, immagino che solo con l’elicottero potremo attraversare quel blocco», continua.