Cambierà la città e dovranno cambiare anche le sue istituzioni e i suoi servizi perché entro il 2050 le esigenze della sua popolazione saranno diverse. Bisogna prepararsi per tempo e l’evoluzione del prossimo quarto di secolo illustrata dall’Istat per Monza presenta alcuni gravi interrogativi a cui sarà necessario rispondere. E non si tratta solo di questioni demografiche ma anche economiche e sociali, a partire dalla sostenibilità di una società che avrà sempre più anziani rispetto ai giovani, e che quindi avrà una crescente necessità di servizi sanitari e sistemi di welfare per persone fragili e sole. La Monza del 2050 sarà una città che avrà attraversato il suo picco di popolazione qualche anno prima, ma in tutto l’arco temporale vedrà progressivamente cambiare la sua composizione con la crescita dei grandi anziani e la diminuzione di bambini e adulti in età lavorativa. Sono tutte dinamiche che faranno sentire i loro effetti con maggiore forza sui servizi alla persona, con sempre maggiori richieste per le attività sociali e sanitarie.
Si tratta di una sfida cruciale non solo per la qualità di vita delle persone ma anche per il reperimento e la distribuzione delle risorse alle crescenti esigenze sanitarie e sociali che sono, già ora, tra i capitoli di spesa più ingenti per le amministrazioni pubbliche. Solo per considerare le competenze municipali in ambito di welfare e assistenza alla persona, nel Comune di Monza già da molti anni il capito di spesa dei cosiddetti Servizi sociali è il più costoso dell’intero bilancio con un valore che annualmente supera i 35 milioni a fronte di una spesa corrente complessiva dell’amministrazione di circa 130 milioni.






