HomeFirenzeCronacaVia Palazzuolo cambia volto. Le serrande diventano ’tele’. E arrivano anche nuove bottegheContro il degrado, street art e negozi nei fondi sfitti: la rigenerazione della strada passa per l’arte e l’artigianatoAl centro la direttrice della Galleria, Sofia Bonacchi, accanto l’assessore Giovanni Bettarini. Nel gruppo i membri del team di Street LevelsRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguicidi Gabriele Manfrin

Contro il degrado, a volte, servono pennelli e colori. Ma non per nasconderlo, né per cancellare con un tratto di vernice problemi che hanno radici profonde. Ma per cambiare lo sguardo su un luogo, restituirgli attenzione, costruire intorno a uno spazio pubblico un senso diverso di appartenenza. È anche da qui che passa la trasformazione di via Palazzuolo, dove l’arte urbana e il ritorno dell’artigianato spinto dalla Fondazione Cr Firenze stanno componendo, pezzo dopo pezzo, un’idea diversa di quartiere. Da un lato un progetto culturale che trasforma la pittura in una leva di rigenerazione, dall’altro la ricostruzione del tessuto commerciale con l’arrivo di altre nuove quattro botteghe artigiane.

Fino al 30 settembre, infatti, torna Palazzuolo Strada Aperta, il festival promosso da A Testa Alta A.P.S. curato da Street Levels Gallery. Nove street artist lavoreranno sulle serrande di via Palazzuolo, via dei Canacci e via del Porcellana, portando a 53 il numero delle superfici trasformate dall’inizio del progetto. È la progressiva costruzione di un museo diffuso che compare quando i negozi chiudono e continua a raccontare la strada proprio nel momento in cui rischierebbe di spegnersi. Nove linguaggi differenti che troveranno posto sulle serrande. Il valore dell’iniziativa sta però anche nel modo in cui quelle opere nascono: ogni intervento è frutto del confronto tra galleria, artista e titolare dell’attività commerciale.