HomeRavennaCronaca"Il centro storico deve vivere. Ma anche chi ci abita"Lettera dei residenti: "Serve convivenza tra eventi, attività serali e diritto al riposo. Riempire sempre una piazza non significa necessariamente valorizzarla"La piazza di Faenza con i suoi monumenti apprezzati da residenti e turistiRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguici"Siamo un gruppo di residenti del centro storico di Faenza e negli ultimi anni abbiamo maturato la sensazione che chi ha scelto di vivere nel cuore della città sia sempre meno tutelato". Inizia così la lettera scritta da cittadini che vivono nel centro storico di Faenza. Il tema è quello della convivenza tra eventi, attività serali e diritto al riposo di chi abita stabilmente in centro. "In questi mesi abbiamo fatto diverse segnalazioni e avuto vari confronti con autorità ed esercenti, ma purtroppo senza risultati concreti" fanno sapere.
"Si parla sempre di rilancio – continua la lettera –, di attrattività, di eventi e socialità, ma troppo poco dell’impatto che un calendario sempre più fitto di eventi ha sulla vita di chi abita qui. Manifestazioni, musica, occupazioni di spazi pubblici, prove e allenamenti dei Rioni, serate e altre iniziative si susseguono, rendendo in alcuni periodi difficile una normale vita quotidiana. Non siamo contro gli eventi e non vogliamo un centro vuoto. l problema nasce quando tutto si somma e quando sembra mancare una valutazione complessiva dell’impatto che queste attività hanno sulla vita quotidiana dei residenti e sull’uso degli spazi. Siamo convinti che una città non sia più viva soltanto perché è più piena. E riempire una piazza non significa necessariamente valorizzarla. Chi vive nelle piazze e nelle vie centrali non è un ostacolo. Nel centro vivono famiglie, bambini, anziani e persone che lavorano, con il diritto, come tutti, al riposo e a una buona qualità della vita. Quando segnaliamo rumori eccessivi o situazioni problematiche, spesso ci troviamo davanti a rimpalli di competenze e non è sempre semplice sapere quali autorizzazioni siano state concesse o quali controlli vengano effettuati. Chiedere il rispetto delle regole non significa essere ’contro gli eventi’ o contro i locali. Significa chiedere equilibrio. Proviamo a guardare la piazza con gli occhi di chi arriva a Faenza per la prima volta. Si trova davanti i portici, la Torre dell’Orologio, il Duomo, la Fontana Monumentale, Palazzo del Podestà. Prende il telefono per fare una foto e dentro quella foto, quasi inevitabilmente, finiscono anche tavolini, sedie, ombrelloni, strutture e persone sedute a mangiare o bere. Beninteso: non c’è nulla di sbagliato nel prendere un caffè in piazza o nel sedersi a mangiare una brioche. La domanda è un’altra: davvero vogliamo che questo diventi uno degli elementi dominanti di una delle piazze più belle dell’Emilia-Romagna? È questa l’idea di valorizzazione che abbiamo? Un dehors può rendere una piazza più piacevole. Quando però i dehors diventano troppo presenti, rischiano anche di nasconderla. Forse dovremmo riscoprire anche il valore dello spazio libero. Una piazza ha bisogno di essere attraversata, guardata, fotografata. Ha bisogno di prospettive libere. Non tutto ciò che è vuoto è necessariamente uno spazio da riempire. Anche il vuoto fa parte della piazza. Se vogliamo davvero contrastare lo spopolamento del centro, poi, dovremmo anche chiederci quale famiglia possa essere invogliata a trasferirvisi se chi già ci vive si sente sempre meno tutelato".






