Minucci e i dirigenti avevano studiato varie strategie, anche quella nel caso fossero partiti in ultima posizioneRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciTre giri di piazza quasi perfetti per il Monumento, poi, proprio all’inizio dell’ultimo giro, il sorpasso che ha cambiato la storia del Palio. Quella di martedì sera è stata una rimonta costruita con pazienza e coraggio firmata da Diego Minucci ed ’Espu’ per la contrada delle Storte . Al canape le contrade hanno atteso a lungo il momento giusto. Le Storte sapevano che la partenza avrebbe potuto essere decisiva, ma avevano preparato entrambe le possibilità: partire davanti oppure trovarsi costrette a inseguire. Alla fine è stata proprio la seconda strategia a rivelarsi vincente. Il Monumento, con Giuseppe Zedde, è infatti riuscito a prendere la testa e a condurre per gran parte della corsa, percorrendo tre giri senza concedere troppo agli avversari. Minucci, però, è rimasto in agguato. Poi, all’inizio dell’ultimo giro, l’attacco e il sorpasso che hanno fatto esplodere la festa delle Storte.
"Ci tenevo tanto a vincere qui – racconta Minucci –. La contrada si meritava questa vittoria. Quando ho visto il Monumento partire in quel modo eravamo preparati. Avevamo studiato insieme alla dirigenza sia un Palio da partire avanti sia uno da fare dietro. Sapevamo che la corsa non si sarebbe chiusa alla partenza". A fare la differenza è stato anche ’Espu’, cavallo che lo stesso Minucci ha imparato ad apprezzare dalla prima prova. "Devo essere sincero, il giorno dell’assegnazione non era il cavallo che volevo. Dopo la prima prova mi sono subito ricreduto. È un cavallo che ama questa piazza, non lo avevo mai montato prima ed è veramente un ottimo cavallo di provincia".






