di Alessandro Gonzatomercoledì 9 settembre 20264' di lettura«Il metodo Report prevede molte cose, ma non la restituzione della dignità. Mi hanno intervistato per quaranta minuti, hanno estrapolato venti secondi e montato ad arte un servizio di un minuto e mezzo in cui mi hanno distrutto. Ovviamente per quelle accuse non sono andato neanche a processo: finite le indagini preliminari, sono stato archiviato».Stefano Esposito, 57 anni, torinese di Moncalieri – citata ne “L’operaio della Fiat - La 1100” di Rino Gaetano nell’album d’esordio del cantautore – è stato deputato e senatore del Pd. Cresciuto tra i giovani comunisti della Fgci, è stato assessore a Roma nella giunta di Ignazio Marino. Dopo il ciclone giornalistico-giudiziario che l’ha travolto (indagini per corruzione, traffico d’influenze e turbativa d’asta) è tornato a lavorare alla prefettura di Torino e ha un’attività di consulenze, «per fortuna poco alla volta si è rimessa in moto». Il suo calvario è stato raccontato dal collega del Foglio Ermes Antonucci nel libro “Massacro giudiziario – Come un’indagine ingiusta ti devasta la vita”. Prefazione di Giuliano Ferrara, editore LiberiLibri. Un calvario durato 2.589 giorni, sette anni. «È cominciato a gennaio 2015, ma io non lo sapevo. Ne sono venuto a conoscenza dai giornali a marzo 2018. Ho avuto gli atti a ottobre 2020, quando hanno chiuso le indagini».SEGRETO ISTRUTTORIO
Sigfrido Ranucci, l'ex parlamentare Pd: "Mi ha distrutto la vita in un minuto e mezzo" | Libero Quotidiano.it
«Il metodo Report prevede molte cose, ma non la restituzione della dignità. Mi hanno intervistato per quaranta minuti, hanno estrapo...







