dal nostro inviato
Un nuovo leader. E un iPhone che può cambiare forma. Allo Steve Jobs Theatre di Cupertino, Apple ha messo in scena il suo futuro. I protagonisti dello spettacolo “Surprise and Shine” — una carrellata di prodotti trasmessa su grande schermo per i media provenienti da tutto il mondo, tra cui Repubblica — sono stati il nuovo amministratore delegato John Ternus, che guida l’azienda dal 1° settembre scorso al posto di Tim Cook, e il primo telefono con schermo pieghevole della Mela: si chiama iPhone Duo e si può aprire come un libro, fino a raggiungere le dimensioni di un piccolo tablet. «One more thing» (un’ultima cosa), ha detto Ternus prima di svelare il Duo, riprendendo la celebre formula con cui Steve Jobs — il co-fondatore di Apple — introduceva le sorprese più attese alla fine delle presentazioni.
Apple entra nel mercato dei foldable dopo i suoi principali concorrenti. Samsung ha attraversato numerose generazioni dei suoi Galaxy Z Fold e Z Flip. Huawei ha sviluppato dispositivi sempre più sottili e si è spinta fino a telefoni che si piegano due volte. Motorola ha riportato il formato a conchiglia nell’era degli smartphone.
Non si può dire, tuttavia, che la Mela sia rimasta a guardare. Già nel 2011 Apple ha depositato il brevetto di una cerniera per un dispositivo con display flessibile. Il progetto si è fatto più concreto nel 2018, poco prima che Samsung e Huawei portassero sul mercato i loro primi pieghevoli. Furono proprio quei primi modelli a mostrare i limiti di una tecnologia ancora acerba: la cerniera era delicata, la piega al centro del display interno era ben visibile e, con l’uso prolungato, potevano comparire rigonfiamenti o deformazioni nella zona di flessione. Nel tempo questi problemi sono stati attenuati, ma non sono scomparsi del tutto. Apple punta a superarli al primo colpo, con un pieghevole che — a prima vista — sembra mascherare meglio la piega centrale. Nel vocabolario dell’azienda di Cupertino la parola “ritardo” non esiste. «Non vogliamo mai distribuire spazzatura», ha detto in passato John Ternus, 51 anni e una carriera trascorsa quasi interamente in Apple, dove è arrivato nel 2001. Negli anni ha supervisionato lo sviluppo di alcuni dei prodotti più importanti dell’azienda, dai Mac al recente iPhone Air. A capo dell’ingegneria hardware di Apple dal 2021, Ternus ha seguito e indirizzato personalmente lo sviluppo dell’iPhone Duo prima di diventare ceo. La principale sfida che ha affrontato non è mai stata piegare un display, ma farlo in modo che giustificasse una spesa esorbitante: costerà 2369 euro, sarà spedito dal prossimo 23 ottobre — anche in Italia — ma in Europa non avrà Siri AI, per problemi di conformità con il Digital Markets Act. Convincere i consumatori a sborsare una cifra così importante non sarà facile. Secondo IDC nel 2026 il mercato globale degli smartphone dovrebbe perdere il 16,7% delle unità rispetto all’anno precedente. Il fatturato complessivo, però, è previsto in crescita del 6,3% fino a circa 613 miliardi di dollari. In altre parole, si vendono meno smartphone, ma a un prezzo medio sempre più alto. La colpa è anche dell’IA: la costruzione di grandi data center ha aumentato la richiesta di memorie e di semiconduttori, spingendo verso l’alto i prezzi di questi componenti. L’innovazione, inoltre, pesa sempre meno: secondo un sondaggio di Consumer Intelligence Research Partners, nel 2025 circa due terzi degli acquirenti di iPhone lo hanno sostituito per guasti, danni, smarrimenti o furti. Solo il 14% lo ha fatto per le nuove funzioni.












