Il Mondiale delle azzurre del basket si è infranto al play-in che immetteva nei quarti contro l’Australia. Ma il pallone di Francesca Pasa per il pari, sull’82-80, è uscito di millimetri. Italia anche a -26 nel terzo quarto, partita finita, anzi no. Gara bellissima, riaperta da Costanza Verona (23 punti alla fine), da triple impossibili (Zandalasini, Blasigh), da un cuore infinito. Il bilancio finale a Berlino parla di una vittoria (contro la Repubblica Ceca) e tre sconfitte con squadre oggettivamente più forti: Usa, Cina e le oceaniche con 4 giocatrici Wnba. Un rimpianto, uno dei molti, è proprio nella durezza del percorso affrontato dall’Italia, tutto giocato controvento contro tre delle prime quattro squadre del ranking mondiale. Qualcosa è nato nei secondi avvelenati che hanno portato al ko con le americane. Quella partita ha donato una nuova consapevolezza, ma anche una stanchezza enorme, imprevista, alla squadra che un anno fa si metteva al collo il bronzo europeo: mai nella storia l’Italia era stata così vicina a battere Team Usa. Un lampo fuori da ogni logica che con gli ultimi 10 minuti di furia (31-13 l’ultimo parziale) contro l’Australia entra nella storia dei nostri canestri: tutto questo ha un valore inestimabile per il movimento. «Abbiamo sbagliato tutto il primo tempo» è l’analisi di coach Andrea Capobianco, «ma questa è una squadra che ha qualcosa dentro, un’anima quando vuole averla. Dobbiamo migliorare nei dettagli che fanno la differenza contro le grandi squadre. Siamo nati per lottare, il nostro vero talento è l’anima».
Azzurre eliminate dall’Australia: la risalita dal -26, il finale thrilling, l’ultimo tiro sul ferro
A Berlino partita incredibile dell’Italia nel play-in: ultimo quarto da 31 punti, ma non è bastato per restare nel Mondiale











