Un bon petit soldat: Alba Rohrwacher, 47 anni, con Stéphane Brizé, 59 anniVenezia, 9 settembre 2026 - Prima viene la pubblicità. Un filmato aziendale che dovrebbe raccontare la nuova faccia dell’impresa: inclusiva, accogliente, attenta alle persone, alla diversità, al benessere dei dipendenti. Un’azienda nella quale ciascuno dovrebbe sentirsi riconosciuto, valorizzato, protetto. È la faccia che il grande gruppo assicurativo del film Un bon petit soldat di Stéphane Brizé, in concorso ieri a Venezia, vuole mostrare al mondo.
Poi la pubblicità finisce. E comincia la realtà. Stéphane Brizé costruisce il suo quarto film dedicato al mondo del lavoro proprio sulla distanza fra quello che un’azienda dice di essere e quello che è. Il linguaggio è quello rassicurante del “nuovo” management: inclusione, benessere, attenzione alle persone. Ma dietro c’è una macchina spietata, nella quale il profitto viene prima di tutto. La campagna di “employer branding“ affidata a Carla, la dirigente delle risorse umane interpretata da Alba Rohrwacher, dovrebbe ricostruire l’immagine dell’azienda come luogo desiderabile in cui lavorare. Ma più Carla entra nel sistema, più scopre che quella comunicazione è una favola.










