MILANO, 09 SET - "L'inattendibilità delle dichiarazioni di Brusca a proposito di Dell'Utri e Berlusconi è già stata accertata in altre precedenti sentenze: le sue parole sono state scartate dai giudici per la loro 'fortissima ambiguità', per le nettissime contraddizioni con altri incontrovertibili dati processuali, e sono state definite 'del tutto inconsistenti ai fini probatori', anche perché provenienti da un soggetto che 'non ha voluto fornire uno spontaneo e leale contributo all'accertamento della verità'. L'avvocato della famiglia Berlusconi Giorgio Perroni lo sottolinea commentando la testimonianza di Giovanni Brusca in Tribunale a Firenze. Brusca è stato ascoltato come testimone al processo in corso contro Salvatore Baiardo, l'ex gelataio di Omegna (Novara), imputato di calunnia contro il conduttore tv Massimo Giletti. E, secondo Perroni, "l'udienza di oggi ha definitivamente sancito che il procedimento fiorentino a carico di Salvatore Baiardo, iniziato a febbraio, si è trasformato in un processo a due persone che non sono nemmeno imputate, Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri, e che non possono quindi difendersi". E questo "nell'evidente tentativo di confermare una vulgata, falsa e assurda, in base alla quale Berlusconi e Dell'Utri sarebbero i mandanti occulti delle stragi di mafia del 1993-94: un'infamia che da trent'anni a questa parte ha conosciuto esclusivamente smentite e archiviazioni". "Oggi - aggiunge - si è arrivati al paradosso dei paradossi: si è chiamato a deporre Giovanni Brusca, il quale è stato interrogato per ore in aula benché abbia dichiarato sin dal principio di non avere mai né visto né conosciuto l'imputato Baiardo.