Era tutto pronto per riportare Alessandro Di Battista in Italia. Un aereo sanitario era arrivato alle Bahamas. Al Policlinico Gemelli i medici erano pronti ad accoglierlo per sottoporlo a un altro intervento e poi iniziare il percorso di cura. Invece le sue condizioni già gravi, sono improvvvisamente peggiorate e poco prima del decollo si è deciso di tornare indietro e sottoporlo subito all'operazione chirurgica a L'Avana. Sono ore di ansia per l'ex parlamentare, 48 anni. A dare l'annuncio del volo rinviato, in mattinata, è stata 'Schierarsi', l'associazione di Dibba, chiedendo " a tutti di mantenere la massima discrezione e prudenza nella diffusione di informazioni, in attesa di ulteriori aggiornamenti».

Il post, rilanciato anche dall'account dell'ex parlamentare pentastellato, è stato accolto da migliaia di commenti sui social dei follower in «apprensione», che chiedono lumi sulle condizioni di salute di «un personaggio pubblico molto amato», che continuano a manifestargli vicinanza e lo esortano a tenere duro («Forza Ale!", «Guarisci presto», «Ti aspettiamo»). Il suo ultimo intervento diretto era stato giovedì sera, quando aveva postato un'ennesima denuncia su quanto sta accadendo a Gaza, senza alcun riferimento alla sua situazione personale («Nell'ultima settimana i terroristi israeliani hanno ucciso almeno 35 civili palestinesi», «non vi voltate dall'altra parte», l'appello).Il malore L'attivista e reporter - era a Cuba per un reportage per il Fatto - si trova da una settimana all'«Hermanos Ameijeiras», di L'Avana dove è stato trasportato dopo un primo ricovero in gravi condizioni a Santa Clara, in seguito a forti dolori alla testa. Da allora, sulle sue condizioni circolano molte voci, ma poche informazioni certe, anche per la discrezione chiesta a più riprese dalla famiglia e dalla sua cerchia più ristretta. Nei giorni scorsi nella capitale cubana erano arrivati la madre dei suoi due figli, Sahra Lahouasnia, e due medici dell'ospedale Gemelli - un neurochirurgo e un rianimatore - per collaborare con l'equipe medica cubana al suo caso. Era subito volato a L'Avana anche il presidente dell'associazione Schierarsi, Luca Di Giuseppe, il quale ha fatto rientro in Italia dopo qualche giorno. Non prima di aver ringraziato i medici cubani e l'ambasciatrice Simona Di Martino «che non ci ha mai fatti sentire soli e sta facendo un lavoro straordinario con grandissima responsabilità".Su Facebook, in tanti in queste ore dedicano pensieri all'ex parlamentate pentastellato, tra i duri e puri del Movimento delle origini, spesso definito semplicemente «Ale». Lo scrittore e giornalista del Fatto Quotidiano, Andrea Scanzi, punta il dito contro l'Italia «paese degradato»: «Un ragazzo combatte la battaglia più importante della sua vita, e per giorni il peggio di questo paese ha discusso se il ragazzo meritasse o meno 'il volo di Stato', opzione peraltro da lui mai neanche presa minimamente il considerazione», il duro atto d'accusa.Il costo dell'aeroambulanza Lo stesso Di Battista, infatti, di recente aveva sottolineato che i costi del viaggio in aeroambulanza sarebbero stati coperti dalla compagnia assicurativa con la quale aveva stipulato una polizza prima della partenza. Qualora le risorse a disposizione non fossero bastate, la comunità del M5s, che da giorni è sulle spine per lui, si era fatta avanti per contribuire, come pure aveva fatto il giornale di Marco Travaglio. L'ex premier Giuseppe Conte, inoltre, è stato tra coloro che avevano spinto per mandare a L'Avana i due professionisti del Gemelli in supporto ai medici cubani. Le sue condizioni restano molto gravi e bisognerà aspettare l’evoluzione dopo l’intervento per capire quando e se sarà possibile organizzare il suo ritorno in Italia.