Roma torna a stupire il mondo. E questa volta lo fa da sottoterra, restituendo alla luce una città che per quasi duemila anni è rimasta nascosta sotto uno dei monumenti più imponenti dell’antichità. L’apertura del Museo in cui è possibile ammirare la Città Dipinta e del Grande Mosaico negli ambienti sotterranei delle Terme di Traiano sul Colle Oppio, ha superato rapidamente i confini italiani.

La notizia è stata ripresa dalle principali testate internazionali: dall’Associated Press al Washington Post, dal Times al Telegraph, dall’Independent ad ABC News, fino al Boston Globe e all’Irish Times. È soprattutto la scala della scoperta ad aver acceso l’attenzione dei media. Il New York Post ha scelto un titolo che contiene già tutto il fascino della storia: il mosaico romano più grande del mondo riportato alla luce dopo duemila anni, ma con una parte ancora sepolta.

Il Times ha parlato invece del "più grande di sempre” tra i mosaici murali romani, concentrandosi sulle dimensioni monumentali dell’opera: circa dieci metri per sedici. E soprattutto sul fatto che gli scavi non abbiano ancora restituito l’intera composizione. Il Washington Post, The Independent, ABC News e il Boston Globe hanno inserito la vicenda nel circuito della grande cronaca culturale internazionale: una scoperta rimasta per decenni sotto Roma e ora trasformata in un nuovo luogo accessibile al pubblico.