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Gli sbarchi nel sud Sardegna sono aumentati di oltre il 140% nel 2026, in controtendenza con il calo nazionale. Ora nell’isola si parla di “invasione”, sebbene il numero di stranieri sia ben al di sotto della media nazionale. Le opposizioni denunciano la carenza di strutture di accoglienza adeguate. Ghirra (Avs) a Fanpage: “Situazione pericolosa”.

Quest'estate le spiagge del sud Sardegna sono finite spesso sulle pagine dei giornali, in particolare di quelli che hanno descritto gli sbarchi di migranti lungo le coste sarde come un'invasione fuori controllo. Ieri 78 persone di nazionalità algerina sono arrivati nel Sulcis, tra Sant'Antioco e Porto Pino. Poche ore prima, un altro gruppo di 51 migranti, di cui otto minori e tre donne, era sbarcato in quello stesso tratto di mare. Gli ultimi numeri parlano di 119 persone, tutte trasferite nel centro di accoglienza di Monastir. È la rotta algerina, che nell'ultimo anno ha conosciuto un notevole incremento dei flussi migratori, in controtendenza rispetto al calo generale degli arrivi vantato dal governo. Ma possiamo sul serio parlare di un'invasione nell'isola? Proviamo a capire meglio cosa sta succedendo.

I video degli sbarchi dei migranti nelle spiagge sarde Se avete fatto un giro sui social durante le ferie, probabilmente vi sarete imbattuti nei video di migranti che tentavano di sbarcare sulle spiagge sarde, facendosi largo tra i bagnanti a bordo di imbarcazioni di fortuna. L'ultimo risale a tre giorni fa, quando otto persone hanno cercato di raggiungere la spiaggia di Santa Margherita di Pula, località turistica del sud Sardegna. Due episodi simili si erano verificati nelle ore prima a Cagliari, sul lungomare di Su Siccu e nei giorni precedenti a Teulada e Porto Pino. Screenshot dal filmato di uno sbarco a Tuerredda